- CORSI DI AṢṬĀṄGA VINYĀSA YOGA A BOLOGNA : YOGA DINAMICO TRADIZIONALE
Forma di yoga dinamico molto energetico dove il movimento per entrare ed uscire nelle āsana si accompagna in modo stretto con un respiro lento e profondo (vinyāsa), con l'applicazione di bandha (contrazioni energetico-muscolari) e con l'indirizzamento dello sguardo e della mente verso determinati punti del corpo (drishthi). È una forma di Yoga tradizionale, le cui origini vengono fatte risalire ad un testo dal nome “Yoga Korunta”, di cui non ci restano copie integre, anche se fu studiato in Tibet nello scorso secolo dal famoso maestro indiano Sri T. Krishnamacharya (1888-1989, morto a 101 anni) nella caverna del suo guru ultracentenario RamaMohana Brahmacharya in Tibet.
La particolarità di questo Yoga è rappresentata dal Vinyāsa, che sincronizza il respiro ad ogni movimento concatenando le varie Āsana tra loro in sequenze dinamiche che purificano il corpo, lo rendono forte e flessibile, e iniziano a lavorare anche sull’accrescimento dell’ energia nel sistema nervoso, immunitario e ormonale.
Questo corso introduce, con gradualità e dolcezza, alle sequenze, in cui Āsana e respiro si armonizzano in maniera coordinata e dinamica. Progredendo si cerca di addivenire ad un respiro più profondo e ad un vinyāsa lento, in linea con gli insegnamenti di Krishnamacharya, che consigliava movimenti lenti del corpo accompagnati da appropriato Prānāyāma (ogni ciclo di inspiro/espiro doveva durare almeno 10 secondi) per pervenire gradualmente a rallentare la frequenza respiratoria e cardiaca, eliminando in modo progressivo i molti pensieri che divagano la mente. Le Āsana eseguite senza coordinamento col respiro profondo erano considerate per il Maestro uno spreco di tempo.
La pratica si trasforma così in una danza armonica, scandita dal respiro che l’accompagna come una musica di sottofondo, portando gradualmente verso l’interiorizzazione meditativa, dal movimento all’immobilità. L’effetto che si ottiene è una progressiva chiarezza mentale che si accompagna all’aumento di un particolare calore interno, che libera dalle tossine e dona al corpo maggior resistenza.
Krishnamacharya consigliava col progredire nella pratica di dedicare uguale tempo alle pratiche di Āsana, Prānāyāma e Dhyāna.
Per capire queste differenze con stili e interpretazioni più moderni può essere utile riportare alcune frasi tratte da “Sri Krishnamacharya, the Purnacharya “ di Mala Shrivatsan (pubblicato nel 1997 dal Krishnamacharya Yoga Mandiram di Chennai, India):
“Come la pratica appare esternamente è irrilevante, ciò che conta è come il praticante sente da dentro i suoi effetti”.
”La nostra evoluzione è direttamente collegata allo stato della mente ed alla capacità di raggiungere uno stato di vairagya (distacco)”, ottenibile soprattutto allungando il respiro.
“Ciò che è importante nella pratica è bhāvana (stato mentale): visualizza Dio che ci infonde energia vitale nell’inalazione, ci riempie e purifica nel kumbhaka e mentre esaliamo ripeti “Signore ti offro tutto me stesso, niente mi appartiene”.
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