yoga e qi gong tibetano

- CORSI DI QI GONG  E YOGA TIBETANO (TSA LUNG TRULKHOR) A BOLOGNA


Esistono varie forme e lignaggi di yoga e qi gong tibetano che sono state praticate per secoli in remote caverne e monasteri himalayani come parte del sentiero verso l'illuminazione secondo vari lignaggi  di maestri  come Virupa (VIII° sec.) , Padmasambhava (VIII° sec.), Naropa (1016  Lahore -1100 Phullalari), Niguma  (X° sec.), etc…, Originatesi all’interno del buddhismo tantrico (vajrayāna), o nella tradizione prebuddhista del Bon,  fanno riferimento in prevalenza ad alcuni testi che spaziano dall'VIII° secolo (tradizione del primo arrivo del Buddhismo in Tibet dall'india col Maestro Padmasambhava)  al X -XII° secolo (tradizione degli insegnamenti dei mahāsiddha e delle Ḍākinī e secondo arrivo del Buddhismo in Tibet) .

Questi testi straordinari possono essere considerati le più antiche descrizioni dettagliate di pratiche yoga (in quanto precedenti ai testi nāthayoga di Gorakṣa dell’India tardo medioevale ) e includono anche molti esercizi che ricordano il qi gong in quanto mirano a muovere il Qi (lung in tibetano) nei canali (tsa in tibetano) e infatti sono spesso chiamati  tsa lung in tibetano.

 

Caratteristiche di queste pratiche sono:

- la motivazione altruistica (bodhicitta), che apre la pratica con la generazione della motivazione (sankalpa) e la chiude con la dedica dei benefici e meriti agli altri (parinamana).

-le tecniche di purificazione (dei cakra, dei prānavāyu, dei canali e del passato karma)

-le prostrazioni e prese di rifugio (all’origine dei famosi sūrya namaskāra in tradizioni più note)

- l’utilizzo molto sofisticato di tecniche respiratorie (prānāyāma) che sono spesso più dettagliate che nei testi classici dello yoga e si abbinano alle visualizzazioni dei canali.

-la finalità: la pratica è uno strumento potente di  mantenimento della salute e di prevenzione delle malattie, ma soprattutto è finalizzata a purificare, armonizzare e accrescere le energie del corpo sottile così da preparare le pratiche avanzate dello sviluppo meditativo. La presenza mentale di pura osservazione (jñāna vidyā) che accompagna la consapevolezza del respiro e dei movimenti, sottolinea nella pratica il percepire rispetto al fare.

-una forma antica di vinyāsa, che coordina in modo peculiare il respiro al movimento tra le āsana  (posture) classiche,  ripartito su varie sequenze, ognuna introdotta da un prānāyāma ed conclusa da una meditazione; si parte dal movimento per andare verso l’interiorizzazione tramite la consapevolezza  sul respiro.  

 

La pratica incorpora progressivamente il  coordinamento del movimento col respiro  coi kumbhaka (trattenuti), bandha (contrazioni), drishthi (direzionamento dello sguardo),  mantra, visualizzazioni (nadi prāna yoga o tsa lung neljor),  prānottāna (movimento interno dell'energia).

 

Da un punto di vista terapeutico è un sistema che integra la pratica Yoga col qi gong e con la medicina  tradizionale tibetana di tradizione millenaria. Attraverso āsana, respirazione, tecniche di pulizia e purificazione, si prende coscienza della propria costituzione psico-fisica (tridosha) e di come bilanciare i  nostri squilibri.

 

 pratiche per la disabilità


La proposta della nostra associazione  (lezioni individuali e di gruppo a seconda del tipo di disabilità)

Lo Yoga, il tai chi e il Qi Gong, oltre alle tecniche di meditazione e di prànàyàma, sono tutte discipline eccellenti per le persone con disabilità fisica/ motoria e sensoriale, poiché si concentrano sulla respirazione, sul flusso di energia vitale e sull'ascolto del proprio corpo. Tutte queste pratiche migliorano la mobilità, l'equilibrio e il rilassamento psicofisico e possono essere interamente eseguite su sedia a rotelle o con l’ausilio di supporti.

Il nostro centro, orientato per statuto all’inclusività ed al supporto in tutte le situazioni di disagio fisico e mentale, offre una selezione di queste discipline dolci (qi gong, tai chi, yoga  e meditazione) che è stata strutturata in anni e anni di esperienza, anche in seguito alla collaborazione pluriennale con la Lilt Lega italiana lotta ai tumori di Bologna e durante i molti corsi seguiti sulle diverse forme di disabilità, autismo, supporto fisico per le terapie oncologiche, ecc, ma anche di persone con problematiche più leggere che però costituiscono un impedimento alla normale attività fisica.

Proponiamo  sotto forma di sequenze un gruppo di tecniche che si sono dimostrate più utili sulla base della nostra esperienza e di alcuni studi medico-scientifici, di modo da rendere possibile apprenderli in modo semplice e veloce  sì che sia possibile poi praticarli anche da soli giornalmente in una propria routine di mantenimento.

 

Le discipline orientali selezionate

Lo yoga,il tai chi ed il qi gong sono  discipline millenarie basate sulla cura del corpo e della mente per raggiungere un maggiore benessere mentale e fisico e possono portare  molteplici effetti terapeutici in persone con disabilità, diversità funzionali e bisogni speciali.

I movimenti dello  yoga, del qi gong o del tai chi sono molto adattabili per natura, quasi tutte le posture possono essere modificate per essere eseguite da una posizione seduta. Le pose possono anche essere modificate per adattarsi a varie disabilità o lesioni, con cambi della posizione o dell’angolo del braccio.

Le pratiche per disabili si basano su una conoscenza approfondita dell'anatomia e della fisiologia del corpo umano per adattare le posizioni alle caratteristiche biomeccaniche e patologiche di ogni persona.

Le tecniche utilizzate nella lezione per le persone con disabilità sono:

àsana (posture fisiche che forniscono equilibrio, flessibilità e fermezza).

Prànàyàma (controllo del respiro per trovare calma e serenità).

Dhyàna (capacità di concentrazione).

Yoga nidra (capacità di rilassamento).

Mantra (suoni e sillabe che inducono la mente a rilassarsi).

Piccole forme complete di qi gong  e di tai chi (esercizi per lavorare sull’energia, sbloccandola o aumentandola, in accordo con i principi della medicina tradizionale cinese)

Ogni  postura e movimento deve sempre essere comodo, indolore e adatto al praticante come efficacia . Altrimenti deve essere sostituita da un’altra.

Imparare a migliorare la respirazione e la consapevolezza del corpo è molto utile per riuscire a rilassarsi, per migliorare l'equilibrio e la coordinazione e per aumentare il proprio tono muscolare.

Come per qualsiasi nuova attività fisica ordinaria, è consigliabile consultare un medico prima di iniziare a praticarla.

 

Discipline orientali come filosofia di vita

Oltre ad essere attività fisiche, le suddette discipline orientali hanno componenti importanti come filosofie per affrontare la vita e le sue difficoltà. E nel caso delle persone con disabilità, può essere uno strumento utile per insegnare a vedere la vita da un'altra prospettiva, ad assimilare la propria situazione per controllare i propri impulsi, per capire i limiti causati dalla propria disabilità e per affrontare le piccole sfide quotidiane. Questo è molto utile per evitare l'ansia o il sentimento abituale di frustrazione che possono provare le persone con disabilità.

 

L’offerta

Offriamo una combinazione di due o più Discipline Orientali volto al miglioramento psico-fisico delle persone con disabilità e all’integrazione con le persone che vivono nel territorio.

L’obiettivo è quello di riuscire a unire una pratica motoria sportiva e anche rilassante, che combina più discipline orientali , a ottenere dei miglioramenti psico fisici e permettere un lavoro di socializzazione e di integrazione.

Si vuole progressivamente creare un gruppo di persone con disabilità, o con ridotte capacità motorie, che possa interagire sia con il gruppo dei pari ma anche gradualmente con le altre classi ordinarie del centro.

La conduzione del corso è affidata a un istruttore qualificato con diplomi in due o più delle discipline indicate dell’associazione e un diploma coni per l’insegnamento sportivo per le disabilità.

A chi è rivolto?

L’offerta è rivolta in prevalenza alle persone con disabilità motorie e/o sensoriale medio-lievi a cui  verrà fatto un programma individualizzato adattato sulla persona con le sue specifiche disabilità e prevedendo successive verifiche periodiche.

Verranno fatti esercizi dinamici per migliorare la funzione muscolare e tendinea, sviluppare equilibrio, stabilità e coordinazione motoria.

Un adeguata enfasi sarà posta sulle  tecniche respiratorie da usare durante l’esecuzione,  al fine di migliorare l’autoconsapevolezza sul proprio corpo. Il controllo dell’atto respiratorio, possiede una grande valenza sul piano emotivo, tanto da riuscire a migliorare in modo evidente alcuni tra i più comuni disturbi come l’ansia l’insicurezza e il senso di inadeguatezza. Utilizzate anche per la cura di patologie specifiche queste tecniche respiratorie garantiscono un ottimo controllo sul tono dell’umore e sulla fiducia in se stessi.

Quali sono le finalità e gli obiettivi della pratica?

si possono riassumere su due piani: Fisico e Psicoemotivo. Naturalmente il raggiungimento di certi obiettivi sarà adeguato in base alle capacità dei partecipanti.

-            Piano fisico:

Aumento della consapevolezza di sé e dell’ambiente con maggiore controllo della spazialità.

Potenziamento delle capacità di coordinazione motoria e del controllo neuromuscolare delle catene cinetiche

Maggiore Tonicità, forza  e flessibilità

Maggiore equilibrio e stabilità

Correzione di alcuni atteggiamenti posturali scorretti

Miglioramento della circolazione sanguigna, della digestione e e della respirazione.

Aiuta a generare endorfine e facilita il riposo notturno.

…migliorando nel tempo la qualità della vita e lo stato di salute.

 

-            Piano psicoemotivo:

Maggiore controllo sull’ansia e depressione e sugli effetti generali dello stress psicofisico.

Maggiore stabilità psicologica con riduzione degli sbalzi dell’umore.

Rafforzare l’interazione tra corpo e mente migliorando il rapporto con se stessi.

Maggiore concentrazione, attenzione, capacità di memoria

Stimolare la visualizzazione e quindi la capacità proiettiva

Miglioramento della fiducia nelle proprie capacità e dell’autostima

Miglioramento della percezione spaziale

Favorire la socializzazione ed integrazione


 

CORSO ONLINE DI INTRODUZIONE ALLA LINGUA SANSCRITA PER PRATICANTI DI YOGA, MEDITAZIONE E QI GONG BUDDHISTA 
attraverso il canto di Sūtra e mantra 
da fine settembre a dicembre 2026
Con Marco Vīrya
śrī organizzato da Namaskar asd 





 *Introduzione al sanscrito e alla filosofia e pratica meditativa Mahāyāna attraverso il canto di mantra e sūtra* della tradizione sanscrita e la conoscenza della terminologia essenziale dei termini sanscriti della meditazione e dello yoga (inclusi gli Yoga Sūtra di Patanjali, hatha pradipika e gheranda samhita)  e qi gong buddhista.



 
Cosa faremo ? Impareremo la recitazione cantata di alcuni semplici mantra e brani  classici, con traduzione in italiano, spiegazione  e commento, per progressivamente arrivare alla pratica vera e propria (relativa alle sādhana e visualizzazione/meditazione ).

Approfondiremo la filosofia e terminologia che sta dietro al mondo dello Yoga e del qi gong tibetano, della meditazione (śāmatha e Vipaśyana) e di alcuni mantra usati anche nella medicina tibetana.

quando?
il corso settimanale avverrà online tramite Google Meet il sabato mattina dalle 11 alle 12 (grammatica ) e la domenica sera dalle 21 alle 22 (canti e pratiche in gruppo)  (il link per partecipare al webinar sarà inviato il giorno prima dell'evento).

Quanto costa e come mi iscrivo?
Si richiede l’iscrizione a socio dell’associazione Namaskar asd (20 euro annui) ed un offerta libera e consapevole per la frequentazione trimestrale del corso.

Apprenderemo a leggere e scrivere nell’alfabeto  devanāgarī (usato anche oggi per scrivere nelle lingue hindi o nepali). Lo metteremo poi in pratica leggendo termini tecnici della filosofia yoga e  mahāyāna, testi della meditazione , Sūtra e mantra, concentrandoci anche sulla pronuncia corretta. Man mano che impareremo, passeremo a leggere testi più complessi ed anche versi e Sūtra. Inizieremo quindi a imparare un po' di grammatica semplice e a tradurre insieme alcuni testi.

Esamineremo insieme esempi specifici di ciascun caso, leggendo testi come il Sūtra del cuore (come testo per la meditazione) e gli yoga Sūtra di Patanjali
.

I partecipanti a questo corso impareranno:
cenni storici sulle origini del sanscrito
il lessico sanscrito fondamentale (e le  loro radici) per un praticante di yoga, meditazione e qi gong buddhista
ad essere in grado di leggere i termini chiave della filosofia indiana (ma anche dello yoga e dell’āyurveda) e comprenderne il significato.
la corretta pronuncia sanscrita.
Acquisire familiarità con la traslitterazione utilizzando il sistema IAST più diffuso.
Leggere versi e sūtra da testi classici.
lettura e analisi linguistica
Comprendere la struttura del tipo più comune di versi.
Tradurre versi semplici.
il sandhi
nome: casi, generi e numeri
i principali verbi e i tempi presente, passato e futuro

PS: è utile affiancare una pratica personale di studio del sanscrito. Come con lo yoga e il qi gong , il sanscrito si impara meglio attraverso una pratica costante, piuttosto che attraverso immersioni sporadiche: meglio 15-20 minuti al giorno anziché un'ora un paio di volte a settimana.

l'insegnante
Ha studiato sanscrito e filosofie dell'India all'università di Bologna e ha seguito molti seminari sulla lettura, canto  e traduzione di testi sanscriti.
Ha studiato canto sanscrito  col Professor Mattia Salvini e con alcuni dei suoi studenti PhD dell'International Buddhist College della Thailandia dal 2020, con Vikramalashila Foundation India dal 2023, e con Kyentse foundation of India dal 2024.
Guida un gruppo Online di canto sanscrito  (samgīti) dall'ottobre del  2021 come parte del progetto Saugatam (www.saugatam.org), coordinato dal prof. Mattia Salvini. 
Ha tradotto vari testi classici dal sanscrito per pubblicazioni di settore e sta attualmente curando per la Buddhist Society di Londra l'editing della traduzione del “Bodhicaryāvatara” di Śantideva, un poeta  e filosofo Indiano dell' VIII secolo che insegnò all'università di Nalandā in India.
Ha insegnato nei dipartimenti fiorentini di alcune università americane, in varie scuole di formazione per insegnanti yoga ed è professore a contratto per un Master sullo yoga dell'università di Bologna.





DZOGCHEN ATIYOGA MAHĀSANDHI

DZOGCHEN o ATIYOGA è un termine che descrive una serie di pratiche trasmesse da maestri realizzati di India e Tibet per realizzare la natura della mente ed è considerato il veicolo più diretto per raggiungere lo stato del totale risveglio, un modo del tutto spontaneo per riscoprire la nostra vera natura, al di là di ogni dogmatismo legato a qualsiasi forma di religione, filosofia o caratterizzazione etnico- culturale. 
Lo Dzogchen, o "Grande Perfezione", è spesso considerato l'insegnamento supremo del tantrismo tibetano mirato a portare il praticante a riconoscere direttamente la natura pura e illuminata della mente (Rigpa o vidyā) , che è simile a uno specchio o a un cristallo, in grado di riflettere tutto senza essere alterata. La pratica si basa sul riposare in uno stato di pura consapevolezza non concettuale, lasciando che pensieri ed emozioni si autoliberino da soli senza sforzo, andando oltre la meditazione strutturata.
La pratica fondamentale non è quindi "produrre" uno stato mentale, ma riconoscere la consapevolezza pura (Rigpa) che è già presente dentro di noi sin dall'inizio, al di là del pensiero concettuale. 
Invece di reprimere emozioni afflittive o pensieri concettuali (i "cinque veleni"), il praticante ne riconosce la natura vuota e luminosa, permettendo loro di dissolversi da soli, mantenenendo la presenza mentale continua al di fuori della meditazione formale, senza distrazioni e senza giudizio.
Pratiche di base: Si utilizzano tecniche di respirazione, posture e visualizzazioni per rilassare la mente, anche forme energetiche di qi gong tibetano (tsa lung trulkhor) progettate per avvicinare spontaneamente allo stato di Rigpa, ma lo scopo è trascendere tali metodi per entrare nello stato di contemplazione spontanea.
Lo Dzogchen enfatizza l'importanza di ricevere istruzioni dirette da un maestro qualificato per riconoscere la natura della mente. 

Secondo alcuni accademici lo Dzogchen inizialmente si riferiva  alla "massima perfezione o grande fusione tra samsara e nirvana" nello yoga della divinità nel veicolo tantrico del Vajrayana, In particolare,  allo stadio successivo alla dissoluzione della visualizzazione della divinità e al raggiungimento dello stato naturale della mente innatamente luminosa e pura (tib sherab yeshe rigpa, sanscrito: prajnà jnànà vidyà) , rappresentando la saggezza primordiale che nasce dalla visione diretta di shunyatà - coscienza incontaminata -  o 'stato primordiale' o natura di buddha (tibetano: gzhi, sanscrito: āśraya).  La base è lo stato originale "prima che la realizzazione producesse i buddha e la non realizzazione producesse gli esseri senzienti".
Questo stato, inesprimibile a parole, si dice avere tre qualità: 
1 essenza di vacuità pura,
2 luminosità e chiarezza, fatta di presenza, 
3 energia compassionevole 
Secondo il XIV Dalai Lama la Base è la natura di Buddha, la natura della mente che è vacuità. 


Il riconoscimento del centro 
Il 12 Ottobre 2025 il nostro Lama ha ha riconosciuto il nostro piccolo centro di Bologna col nome ‘Dzogchen Nyingthig Samdrub Ling’, che significa santuario per la realizzazione delle aspirazioni dell’essenza del cuore della grande perfezione (dzogchen o atiyoga); il centro è pensato per la pratica e la diffusione degli insegnamenti della tradizione e del lignaggio Atiyoga o Dzogchen, incluse le forme di qi gong (tsalung) , meditazione e yoga che fanno parte di questa tradizione. 
Il centro si trova all’interno della sede dell'associazione sportiva Namaskar ,  oltre agli insegnamenti di dzogchen (da parte di Ozer wangchug Prabhàrasmi ìshvàra) si insegnano anche diverse forme di qi gong e yoga da tibet e cina (col maestro Hrdayabandha), oltre a corsi di meditazione  e di sanscrito (col maestro Vìryashrì) per praticanti e traduttori di testi classici di queste tradizioni.
Le sàdhana attualmente praticate settimanalmente al centro sono la pratica della dea Tàrà, le pratiche preliminari delle dàkinì e la pratica preliminare di Padmasambhava secondo lo Dzogchen Nyingthig (AR) e le versioni in sanscrito delle pratiche preliminari (progetto www.saugatam.org).
Inoltre ci sono corsi settimanali di meditazione tibetana, yoga e qi gong tibetano (tsalung trulkhor), qi gong buddhista di shaolin e corso di introduzione alla lingua sanscrita per praticanti (con particolari riferimenti alla terminologia tecnica per la meditazione, lo yoga e l'ayùrveda).

Dzogchen nyinthig samdrub ling  (in sanscrito Mahāsandhi hrdayabindu sankalpa siddhi dvīpa )
GRUPPO DI STUDIO E PRATICA  DI ATIYOGA (DZOGCHEN BOLOGNA) PRESSO IL CENTRO DI QI GONG E YOGA TIBETANO TRIRATNA NAMASKAR 
Il nostro Maestro Radice del centro
Il nostro Maestro Radice AR  è un maestro Dzogchen Atiyoga completamente realizzato, un Tertön rivelatore di insegnamenti e un Mahāsiddha. Insieme alla sua straordinaria sorella, considerata da molti grandi maestri e yogìn come una emanazione della dea Tārā,  è a capo di un monastero  e centro di ritiri posti nelle remote montagne del Tibet Orientale.  Il suo monastero è intitolato alla grande regione tantrica di Odyāna nel nord ovest del Kashmir, luogo in cui si manifestò il maestro Padmasambhava nell’ ottavo secolo CE.




La sillaba primordiale che rappresenta il mula-guru, la natura incontaminata della nostra mente