Chi Siamo


CHI SIAMO E LE TRADIZIONI SEGUITE DAL CENTRO A BOLOGNA


Namaskar  a.s.d. è un un’associazione culturale e sportiva dilettantistica senza fini di lucro per lo studio e la pratica a Bologna delle discipline tradizionali orientali per il benessere e lo sviluppo psico-fisico della persona, inclusi:


 - vari stili di Yoga : lo yoga dinamico come l’Ashtanga yoga ed il vinyasa krama, l’Hatha Yoga classico delle 84 asana, lo yoga Tibetano, lo Yoga Zen, lo yoga di Shaolin, lo yoga in coppia.

- lo Yoga rigenerativo e lo yoga per la gravidanza.
- il Tai chi chuan (Tai ji) stile Yang e stile Li, nelle forme a mani nude e con spada, sciabola, bastone e ventaglio.
- il chi Kung (Qi Gong) di Shaolin.
- il Kung Fu per bambini/ragazzi.
- la meditazione e il pranayama, il kriya yoga, il mantra yoga.
-il Pilates e la ginnastica posturale.
-i Riti Tibetani.
-il rilassamento e lo stretching dolce.

La promozione di queste discipline avviene attraverso corsi, conferenze, ritiri, workshops e seminari di approfondimento, pratica e studio.

Il gruppo di lavoro è costituito da insegnanti di Yoga, Tai ji, Qi Gong, meditazione di varie tradizioni, diplomati Coni-Uisp, Coni-Acsi, Istituto Yoga Patrian, Federazione Italiana Yoga, Yoga Alliance, membri delle rispettive associazioni insegnanti  (YANI, UISP  Area discipline orientali) con esperienza quasi trentennale nelle varie discipline insegnate, che  affiancano ad una pratica personale quotidiana pluriennale lo studio dei testi classici tradizionali: gli Yoga Shastra sanscriti che spaziano dal III° sec a.C. al XVII°sec.d.C. (Yogasutra di Patanjali, Yogayajnavalkya, Gorakhsa Paddhati, Yoga Vishaya di Matsyendranatha, Kechari Vidya, Goraksha Shataka, Hatha Yoga Pradipika, Shiva Samhita, Gheranda Samhita, Hatharatnavali, Jogapradipyaka, Yuktabhavadeva e le varie Yoga Upanishad), dei testi classici cinesi taoisti e buddhisti (il segreto del fiore d’oro, i classici del Tai chi, il trattato sul lavaggio del midollo e sull’allungamento dei tendini e i vari trattati sull’alchimia del soffio) e del buddismo Tantrico Tibetano (i Sei Yoga di Naropa e di Niguma, lo Yoga sestuplice di Kalachakra, lo dzog chen e l’atiyoga di Padmasambhava).  Alcuni di questi preziosi documenti sono stati tradotti in italiano per la prima volta dagli insegnanti del centro e sono disponibili tramite dispense e seminari di studio monografici, riservati ai soci.

Per passione abbiamo deciso di costituire Namaskar, allo scopo di diffondere queste preziose tradizioni nel modo più vicino possibile alle loro origini e con i contributi dei soci contiamo di:
- poter invitare Maestri qualificati da India, Tibet e Cina, permettendo a tutti di attingere direttamente ai loro insegnamenti,
-permettere agli insegnanti di formarsi presso questo Maestri al fine di  condividerne poi gli insegnamenti e le pratiche coi soci,  
- acquisire testi originali e importanti, difficilmente reperibili altrove, da condividere tra i soci tramite la biblioteca sociale,
- tradurre i testi classici che sono i fondamenti della pratica, tramite dispense riservate ai soci.

Il nostro centro vuole anche essere un laboratorio di pratiche esperienziali basate sulla tradizione dei testi classici dello Yoga, del Tai chi  (Taiji), del Kung Fu e del Chi Kung (Qi Gong), delle pratiche dei Tantra tibetani (vajrayana e Dzogchen) e delle varie tecniche di meditazione ( shamatha, Vipashyana, dzogchen, Mindfulness, Zen).

Inoltre Yoga, Meditazione, Pilates, Tai Ji, Qi Gong sono anche delle discipline naturali che molti medici raccomandano di praticare in ottica di salute e prevenzione e sono considerate particolarmente efficaci a fronte di disturbi legati a stress, ansia e depressione, attacchi di panico, artrite, mal di schiena e mal di collo,  disturbi gastrointestinali, mal di testa, insonnia, legamenti e muscolatura rigida o lassa.

Il centro organizza periodicamente conferenze e lezioni dimostrative gratuite (ad esempio a gennaio “Yoga Porte Aperte” promosso a livello nazionale dalla YANI Associazione Nazionale Insegnanti Yoga, ad aprile la “Giornata mondiale del Tai Ji e del Qi Gong”, a giugno l’International Yoga Day promosso dall’ONU, a settembre “Yoga month”, etc.).

I week-end sono dedicati ai seminari intensivi di approfondimento sui testi classici e sulle loro pratiche.

IL NOME DELL’ASSOCIAZIONE

“Namaskar”  è un saluto originario di India e Nepal e viene usato comunemente in molte regioni dell'Asia sia quando ci si incontra che quando ci si lascia.

Viene di solito accompagnato dal gesto di congiungere le mani, unendo i palmi con le dita rivolte verso l'alto,  all'altezza della fronte, della gola e del cuore, e facendo al contempo un leggero inchino col capo. Nella cultura indiana, questo gesto è una mudra, un gesto simbolico utilizzato anche nello yoga e in particolare nella serie dei saluti al sole e delle prostrazioni tibetane.

La parola Namaskar letteralmente significa "faccio una prostrazione a te", e deriva dal sanscrito: namas (prostrazione, salutare con riverenza) e kar (fare).
A questa parola è però implicitamente associata una valenza spirituale, per cui essa può  essere tradotta in modo più completo come mi inchino alle qualità divine che sono in te. Oltre ad essere un saluto buddhista (dove è la base della pratica delle prostrazioni ai tre gioielli e alle tre radici), è anche indù, dove costituisce ad esempio il fondamento del saluto al Sole, ai Maestri, agli insegnamenti ed ai praticanti.

“Namaskar” in India designa il saluto che si fa a Dio, al Sole, alla Vita, al nuovo Giorno, ad una Realtà straordinaria che è più grande di noi.
Per questo abbiamo pensato che “Namaskar” fosse il saluto ideale che in questo centro tutti possiamo fare alle discipline tradizionali orientali e alle potenzialità sconfinate che esse aprono al nostro sviluppo psico-fisico.

La nostra associazione è situata in centro a Bologna e dedica le sue attività esclusivamente alle discipline orientali e del benessere (Pilates può essere considerata una derivazione dello Yoga sviluppata, per fini posturali e riabilitativi, da Joseph Pilates nella prima metà del secolo scorso).

LA COLLOCAZIONE A BOLOGNA E COME ARRIVARCI

L’associazione Namaskar è situata in centro a Bologna, in via  Zucchini 8/d (tra Porta Mascarella e via Irnerio), vicinissimo alla zona Universitaria.

I locali constano di ca 115 mq con 2 ampie stanze  dedicate alla pratica, a soli 5 minuti a piedi da via indipendenza e dalla stazione centrale,  dai viali di circonvallazione (via masini) e da Via Irnerio.
 
Per raggiungerci in auto dalla tangenziale prendere l’uscita via Stalingrado e proseguire fino a porta Mascarella, dove si può parcheggiare:

-gratuitamente dalle 18 sulle strisce blu nelle vicine via Muggia o via Barozzi (parallele di viale Masini)
-a pagamento in Via Irnerio o in Via del Pallone o al parcheggio dell’autostazione di Bologna.
-gratuitamente in via Zago/via Gandusio, parallela di via Stalingrado, (in fondo ci sono delle scale che portano sul ponte in prossimità di porta Mascarella) o al parcheggio LIDL in via Stalingrado;

con i mezzi pubblici scendere in via Irnerio o all’autostazione o a Porta Mascarella (Viale Masini).

in treno dalla stazione di Bologna è a pochi minuti a piedi (dal binario 1 si può seguire le indicazioni per l’uscita “stazione est – viale Masini”, da lì proseguire a sinistra su viale Masini fintanto che non si vede a destra una chiesa. La prima a destra dopo la chiesa è via Zucchini ; noi siamo al numero 8d).





I COSTI DELLA PARTECIPAZIONE ASSOCIATIVA


Le attività associative sono riservate ai soci, la cui tessera associativa all’Asd include l’assicurazione Uisp-Coni e prevede un costo di 20 euro annuali . Per la prova si prega di compilare il campo in alto a destra.
 
Presso il centro sono attive anche lezioni individuali o di gruppo con un taglio più personalizzato sulle esigenze e sugli orari del praticante (anche nella pausa pranzo ed il sabato/domenica mattina). Per queste informazioni chiamare direttamente il centro.


LA BIBLIOTECA DELL’ASSOCIAZIONE A BOLOGNA
Nella sede di Bologna è disponibile per i soci una piccola biblioteca specializzata sulle discipline praticate nel centro con possibilità di prestito gratuito a domicilio.
La durata del prestito è al massimo di un mese per un libro alla volta previa compilazione della relativa scheda. In caso di mancata restituzione si dovrà pagare il prezzo aggiornato di copertina di modo da poter reintegrare l’opera nelle disponibilità dell’Associazione e quindi di tutti i soci.





I CORSI ATTIVI IN CENTRO A BOLOGNA

Tutti i corsi dell’associazione sono riservati ai soci (per iscriversi basta compilare in sede la scheda socio e pagare i 20€ annuali della tessera associativa) :

 
1- CORSI DI HATHA YOGA CLASSICO A BOLOGNA: 10 sequenze di asana ed esercizi di respirazione fondamentali per mantenere il corpo in salute ed energia. Questo sistema, le cui origini risalgono a grandi yogin realizzati a cui sono attribuiti i testi classici yoga dell’antica India; le 10 sequenze progressive di asana e pranayama mirano a completare la conoscenza delle 84 asana classiche, degli 8 pranayama, degli 8 kriya, delle 10 mudra. Ogni sequenza è composta di 8 asana, è preceduta da un kriya e da un pranayama e si conclude con una mudra ed una meditazione.
 
2- CORSI DI YOGA TIBETANO A BOLOGNA : la yogini Niguma del X° sec.e altri yogin realizzati e Mahasiddha del tantrismo vajrayana ( come Padmasambhava VIII° sec, Naropa X°sec, …) hanno codificato sequenze di movimenti e posture che si assumono praticando alcuni pranayama particolari  e visualizzando mantra, canali energetici e chakra; lo scopo della pratica è sciogliere i blocchi energetici, legati agli accadimenti del nostro passato, al fine di liberare le nostre potenzialità di corpo, energia e mente. Con la consapevolezza sul respiro e sul movimento si porta naturalmente la mente verso uno stato dove la meditazione avviene spontaneamente, sviluppando energia, chiarezza ed armonia.

3- CORSI DI YOGA DINAMICO A BOLOGNA: ASHTANGA VINYASA YOGA : forma tradizionale di yoga dinamico basata sul respiro. Molto energetica per l’utilizzo di Vinyasa (fusione tra respiro e movimento nelle transizioni tra le diverse asana), Bandha (contrazioni muscolari), Ujjayi (respirazione sonora profonda)  drishti e bhavana (indirizzamento dello sguardo e della mente verso determinati punti interni del corpo). Pratica ideale per mantenere la salute ed un buon livello di benessere psico- fisico.
La pratica segue le indicazioni dello “yoga Makaranda”, un testo scritto nei primi anni 30 da Shri T.Krishnamacharya (1888-1989) , seguendo gli insegnamenti del suo Maestro ultracentenario RamaMohana Brahmacari che viveva in una grotta in Tibet.
 
4-CORSI DI YOGA IN COPPIA A BOLOGNA: SANGHA YOGA
Sangha significa in sanscrito comunità, ma anche praticare insieme a uno o più compagni dove ci diamo reciproco supporto per arrivare spontaneamente a superare i nostri blocchi, a perfezionare le asana in modo non competitivo e a comprendere il senso profondo dell'energia intrinseco alla pratica. Ci guida il respiro altrui, con cui dobbiamo armonizzare il nostro come in una danza, il cui ritmo diventa pranayama. 
Ispirato al thai yoga, che è uno yoga passivo della tradizione buddhista thailandese che si realizza con l'aiuto del compagno in una dimensione di ascolto e servizio altruistico.
Sangha vuol dire comunità di praticanti ed il sangha yoga consiste in esercizi di pratica e consapevolezza in due per migliorare la nostra percezione corporea ed imparare a sentire il respiro, le emozioni ed i movimenti altrui come complementari ai nostri. Uno yoga che ci aiuta a sviluppare una dimensione sociale della pratica che altrimenti rischia di divenire uno strumento competitivo che alla fine può rafforzare il nostro ego, che invece è proprio l'ostacolo principale da superare nello yoga.
 
5-CORSI DI YOGA RELAX RIGENERATIVO A BOLOGNA
Yoga energetico mirato all’estensione dell’energia e della sensazione di benessere tramite Asana in grado di scioglierci delle tensioni e ricaricarci. Completa la pratica il lavoro sul respiro profondo, le tecniche di rilassamento  e alcune tecniche di allungamento e scioglimento da eseguire in coppia. Gli esercizi sono resi più efficaci  da visualizzazioni, che ci aiuteranno a scaricare le tensioni e ritrovare il nostro centro energetico.
 
6-CORSI DI YOGA/PILATES PER LA GRAVIDANZA A BOLOGNA : Chi affronterebbe una maratona senza nessuna preparazione ? La gravidanza ed il parto sono molto più impegnativi (e molto più importanti) di qualsiasi maratona. Ecco perché può valere la pena prepararsi con una insieme di esercizi selezionati da queste due discipline fondamentali per la salute, per affrontare al meglio questo importante periodo della vita di una donna


7-CORSI DI “PRANAYAMA, KRIYA YOGA E MEDITAZIONE  (RAJA YOGA) A BOLOGNA
Tecniche di respirazione, concentrazione e meditazione secondo gli antichi testi dell'India (nathayoga) e del Tibet (vajrayana),   volte a pacificare la mente e sviluppare livelli maggiori di coscienza. Si ricerca uno stato di calma e consapevolezza del corpo, del respiro e della mente attraverso un lavoro sul corpo sottile (vajrakaya), i suoi canali (Nadi) e centri energetici  (chakra).Questi esercizi di respirazione migliorano l’equilibrio interiore e hanno comprovati benefici per combattere ansia, asma, attacchi di panico, stress: “niente è cosi efficace come migliorare il respiro per migliorare al contempo tutte le sfere della propria vita”. 

8 ZEN YOGA O YOGA DEI CANALI DI BODHIDHARMA A BOLOGNA 
Lo Zen è un sistema di pratiche che derivano per dottrine e lignaggi dal Buddhismo Chán  (da “dhyana” in sanscrito” meditazione”) fondato nel Monastero di Shaolin  dal leggendario monaco indiano Bodhidharma.
Giunto in Cina nel 527 all’età di 150 anni notò che  i discepoli cinesi spesso non riuscivano a sostenere lunghe ore di meditazione formale seduta (zazen) , per cui insegnò (in particolare al suo allievo Huikè 487-593) anche una serie di esercizi fisici per aumentare il livello di energia nei canali , oltre che le pratiche originatrici del kung fu di shaolin.
L'autorità principale che lo Zen riconosce e su cui fonda il proprio insegnamento è la particolare esperienza della  Comprensione della Realtà (“satori ") o anche  il "guardare la propria natura di Buddha" .
 
9-CORSI DI SEQUENZE DEI 5 RITI TIBETANI E DELLE 10 ASANA FONDAMENTALI PER LA SALUTE A BOLOGNA 
Impareremo insieme a praticare le due sequenze basate sul respiro che sintetizzano le pratiche fondamentali da eseguire ogni giorno per la salute.  I cinque riti tibetani sono esercizi per l’energia e la longevità (kalpa Yoga), riconducibili allo Yoga Tibetano, che, canalizzando il prana intorno ai centri energetici (chakra) ripristinano il funzionamento ottimale del corpo e preparano la meditazione. Alcuni di questi  furono divulgati per la prima volta da Peter Kelder nel libro "I Cinque Tibetani". La sequenza delle 10 asana chiave per la salute è invece riportata in alcuni testi classici e sono le asana che sono state anche consigliate da praticare giornalmente da alcuni dei più grandi Maestri di Yoga moderno (Swami Shivananda e T. Krishnamacharya).

10-CORSI DI TAI CHI CHUAN (TAIJI) ENERGETICO SALUTARE  STILI YANG (il più diffuso al mondo) E LI (forma antica) A BOLOGNA
Insieme di movimenti fluidi e lenti, eseguiti in armonia con il respiro e ispirati alle arti marziali, al movimento degli animali e ai cicli della natura. Equilibrano la circolazione dell’energia (Qi) all'interno del corpo. È sia un’arte marziale (“danza del guerriero”), che una via di sviluppo spirituale (“meditazione in movimento”), che una disciplina energetica per la salute e la longevità (“ginnastica di lunga vita”).
Il programma include una serie di forme progressive a mani nude (yang: 8,  24, 13 e 40 posture, forma lunga tradizionale yang,  prima forma li) e con le armi (spada 8,16 e 32 posture,  sciabola 13 , bastone 24 e ventaglio 16).e in coppia (tuishou). 

11-CORSI DI QI GONG (CHI KUNG) A BOLOGNA
Esercizi tradizionali cinesi (dal monastero di Shaolin) e tibetani di lavoro sull’energia  e sul respiro volti al mantenimento della salute psico-fisica  e allo sviluppo del “Qi” (energia) all’interno del corpo per prevenire le malattie e promuovere una salute ottimale. Dall’esterno sono  movimenti fluidi e lenti, abbinati al respiro, che danno armonia psicofisica ed energia. Internamente invece si visualizza e guida il passaggio del Qi nei principali meridiani e centri energetici (dantien).

12-CORSI DI PILATES A BOLOGNA
Tecnica di ginnastica posturale basata sul respiro e su movimenti che partono dal baricentro energetico del corpo, sulla mobilizzazione vertebrale e sulla tonificazione muscolare profondo. Promuove la salute e l'equilibrio psico-fisico, con valenza posturale e riabilitativa. Un percorso che darà' un corpo nuovo.

13-CORSI DI GINNASTICA POSTURALE A BOLOGNA
È una metodica di trattamento e prevenzione per il mal di schiena derivante da postura scorretta. Ricerche mediche confermano la sua efficacia per il benessere della colonna. Viene insegnato l’uso corretto del proprio corpo, con movimenti e abitudini posturali adeguate al fine di allontanare in modo duraturo il pericolo di insorgenza di malattie del rachide.
Il programma di lavoro prevede:
  1. Sequenze di movimenti lenti e mirati per il miglioramento della funzionalità vertebrale
  2. Mobilizzazione attiva lombare, dorsale e cervicale
  3. Movimenti addominali e di tonificazione 
  4. Rieducazione posturale
  5. Rilassamento neuromuscolare e corretta respirazione
  6. Rieducazione della scoliosi e delle alterazioni posturali 
14-CORSI PER BAMBINI/RAGAZZI : KUNG FU /TAI JI/YOGA A BOLOGNA
Attraverso queste discipline il ragazzo ha la possibilità di:
-entrare in contatto con la sua forza interiore e percepire un mondo nuovo di potenzialità dentro di sé
-riuscire a mantenere l’attenzione e la concentrazione
-imparare a respirare in modo corretto e cosciente
-migliorare forza, resistenza, coordinazione e  flessibilità
-sintonizzarsi con le vibrazioni più sottili di tutto ciò che lo circonda, specialmente nella natura
-imparare a rilassarsi, conoscere e capire  le emozioni
-riconoscere la bellezza della lentezza e della velocità, della pausa, del respirare in profondità
- avvicinarsi alla saggezza di culture antiche e profonde, come quelle orientali, che possono dare un punto di vista nuovo e importante nelle future sfide della vita.

OCCORRENTE PER LE LEZIONI DI YOGA/PILATES:
tuta comoda, telo (importante: può aiutarci a sollevare gli ischi nelle flessioni in avanti e nelle torsioni), ciabatte/calzini spessi (obbligatorie dallo spogliatoio alla sala della pratica), il tappetino personale di pratica ( consigliamo di averne uno personale che usiamo solo noi e che può anche essere lasciato in custodia presso il centro). La lezione  si concluderà  con alcuni minuti di rilassamento profondo (consigliata una copertina e una maglia più pesante per mantenere il calore e l’energia del corpo accumulata durante la pratica). 

AVVERTENZE PER YOGA
Prima di entrare in sala è importante pulirsi il naso a fondo soffiando con un fazzoletto. Salvo indicazioni contrarie dell’insegnante il respiro deve entrare e uscire solo dal naso e nel modo più lento, profondo e ritmico possibile. Si deve all’ inizio cercare di allungare soprattutto la fase di espiro, svuotando completamente, per poi lasciare ampliare in modo naturale quella di inspiro.
Per le donne in caso di mestruazioni e per gli ipertesi sono controindicate le posizioni in cui la testa scende sotto il bacino,  i trattenuti forzati del respiro e gli esercizi che agiscono in modo vigoroso sulla muscolatura dell’addome (ad esempio bastrikha o kapalabhati).
Si consiglia di presentarsi digiuni da almeno 3 ore per la pratica e dopo la lezione di  attendere almeno mezz’ ora prima di mangiare.
Nella  tradizione classica il sudore particolare che si emette durante la pratica contiene enzimi e sostanze importanti che devono essere riassorbite, per cui si consiglia di effettuare la doccia non prima di mezz’ora dopo la fine della pratica.
CORSI CON PERSONAL TRAINER A BOLOGNA

    possibile impostare una pratica personalizzata con lezioni private individuali  di hatha yoga, ashtanga yoga, pranayama, pilates, posturale, tai chi, qi gong presso il centro o a domicilio, con un programma che si adegua alle proprie esigenze e caratteristiche. Possibilità di lezioni in inglese, francese, spagnolo




Domande e risposte chiave dai seminari tenuti a Bologna



Per essere aggiornati su tutti i prossimi seminari  si prega di compilare il modulo di contatto qui in alto a destra indicando  nel campo “messaggio” a cosa si è più interessati, insieme ad un riferimento telefonico e alla città.


Cos’è lo hatha yoga?
Lo hatha Yoga è il rifugio in cui trovano sollievo coloro che patiscono ogni forma di sofferenza ed è il supporto della pratica per chi segue il sentiero dello yoga (hyp 1-10)

Come agisce l’hatha yoga sulla sfera spirituale e su quella fisica?
A causa delle azioni buone e cattive, i corpi di tutti gli esseri animati sono prodotti, e i corpi fanno sorgere il Karma che porta alla rinascita; e così il cerchio viene completato, come quello di un mulino che ruota. Come il mulino che ruota nell'acqua tirata dal pozzo va su e giù, mosso dai buoi ,riempiendo e vuotando continuamente i secchi, così l'anima passa attraverso la vita e la morte spinta dal suo Karma.
Come un recipiente di terra non cotta gettato nell'acqua, il corpo va presto in rovina in questo mondo. Per evitare ciò va fortificato e purificato Cuocendolo bene nel fuoco dello Yoga (gs 1.6).

Che rapporto c’è tra l’hatha yoga e il raja yoga?
L’Hatha-Yoga è come una scala per chi vuole raggiungere le vette del Râja-Yoga (hyp 1-1) Senza Hatha-Yoga non c'è Râja-Yoga, e senza Râja-Yoga, Hatha-Yoga non arriva ad alcun risultato. Ecco perché si devono praticare tutt'e due, fino alla perfezione.2.76 Tutte le tecniche di Hatha yoga hanno come scopo solo quello di arrivare alla perfezione nel Raja-Yoga. L'uomo che arriva al Raja Yoga  va oltre  la morte.

Quali sono le pratiche fondamentali su cui si basa l’Hatha yoga  e in quale ordine devono essere praticate?
Gli shat karma e la purificazione delle Nadî, le Âsana, i pranayama di ogni tipo, le tecniche chiamate Mudrâ, infine un attento ascolto dei suoni interiori (Nâda-anusamdhâna), rappresentano la corretta successione degli esercizi nella pratica dell'Hatha-Yoga.1-56. Tutte necessitano di essere praticate perché si raggiunga il risultato del Raja-Yoga. Tutti questi esercizi sono utili esclusivamente se praticati con la mente concentrata. L'uomo saggio non deve lasciare che la sua mente si porti altrove durante la pratica. Solo la pratica e niente altro consente di raggiungere la realizzazione.1-67. La mente è il seme, l’Hatha-yoga è il campo e il distacco sensoriale è l'acqua. Con questi tre, lo stato di pacificazione mentale, Unmanî, la divina pianta che esaudisce tutti i desideri, si sviluppa immediatamente.4.103

Quali sono le pratiche dell’hatha yoga più importanti?
Fra gli Yama è preminente un'alimentazione moderata, fra i Niyama la non violenza (HYP38), fra i bandha uddyana. Non c'è nessuna Âsana come Siddhâsana, nessun pranayama come Kevala Kumbhaka, nessun Mudrâ come Khecarî,  e nessuna tecnica di assorbimento dello spirito (Laya) come quello fatto in anahata Nâda.(HYP 1-43).

Cosa sono gli shat karma e per chi sono indicati?
Chi è troppo grasso e flemmatico (eccesso di kapha) dovrebbe praticare prima di tutto gli shat karma; chi non ha questi difetti, non deve praticarli, perché c'è già equilibrio fra i tre umori (Dosha). Gli shat karma sono: Dhauti, Basti, Neti, Trâtaka, Nauli, Kapâlabhâti.2.21

Cosa può farci ammalare impedendo che l’energia  si diffonda in modo naturale all’interno del corpo?
Quando le Nâdî sono piene di impurità, il Prâna non passa dal sentiero di mezzo. Quando tutte le Nâdî impure sono state purificate, solo allora lo Yogi è capace di regolare completamente il Prâna.Occorre praticare Prânâyâma tutti i giorni, con spirito sattvico (col cuore puro), perché siano rimosse tutte le impurità che ostruiscono Sushumna-nâdî. 2-4. Quando il sistema delle Nâdî è stato perfettamente purificato grazie alla disciplina del respiro ben praticata, il Prâna entra facilmente nell'imboccatura di Sushumnâ.2.41

Quali sono i segni che le nadi (i canali del prana) sono purificati nel nostro corpo?
Quando le Nâdî sono purificate, appaiono segni esteriori, come snellezza e lucentezza del corpo. Grazie alla purificazione delle Nâdî si può trattenere il respiro a proprio piacimento, il fuoco gastrico è più attivo, si manifestano suoni interiori e si gode di una salute perfetta 2.19

A cosa servono le asana?
Le Âsana, cioè le posizioni (che sono 84 nello yoga classico), sono il primo gradino dell'Hatha-Yoga e servono per dare stabilità,  salute e un corpo leggero e flessibile.1-17

Perché è importante praticare il pranayama?
Quando il respiro è irregolare la mente è instabile. Quando il respiro è immobile, la mente è calma e lo Yogi raggiunge l'immobilità assoluta. Questo si ottiene trattenendo il respiro.Si dice che c'è vita nel corpo finché c'è il respiro: la morte è la sua mancanza. Quindi il respiro deve essere trattenuto. 2-3. Inoltre sono gli esercizi di pranayama che eliminano la paura della morte. Ecco perché bisogna controllare il respiro. Finché si trattiene il respiro, la mente è calma e lo sguardo fissa facilmente il centro fra le sopracciglia. 2.39-40attraverso il pranayama il Prâna si muove liberamente lungo Sushumnâ, e la mente raggiunge l'equilibrio. E' chiamata Manonmanî questa condizione di equilibrio della mente. 2.42. Sûryabhedana, Ujjâyin, Sîtkârin, Sîtalî, Bhastrikâ, Bhrâmarin, Mûrcchâ e Plâvinî sono gli otto tipi di Prânâyâma.

Quando va praticato il pranayama e con quali modalità?
Si dovrebbe praticare il Prânâyâma quattro volte al giorno, all'alba, a mezzogiorno, al tramonto e a mezzanotte, ed arrivare gradualmente a praticarlo per ottanta volte ogni volta. Questo gradualmente nei mesi perché un leone, un elefante o una tigre sono domati gradualmente, nello stesso modo la respirazione va controllata per gradi, progressivamente.2.127  Tutti gli esercizi di respirazione devono inoltre essere praticati con concentrazione senza  lasciare che la mente si porti altrove.

Quando si praticano i bandha nel pranayama e a cosa servono?
Alla fine dell’inspirazione si deve praticare Jâlandhara. Alla fine della ritenzione e all'inizio della espirazione, occorre eseguire Uddiyâna-bandha. 74.Contraendo Uddîyâna si applica mula. Dopo aver chiuso Idâ e Pingalâ, si fa fluire (il Vâyu) nel canale dorsale (Sushumnâ-mârga).3-74
Jalandhara serve per indurre la cessazione dell'attività (Marana-avasthâ), connessa con le due Nâdî, (che si svuotano di prana come fossero morte), Uddîyâna è chiamato così dagli Yogi perchè, con la sua pratica, il Prâna controllato prende lo slancio (Uddîyate) verso la Sushumnâ, mentre mula bandha solleva dalla radice spinale (mula) l’apana verso l’alto.
I Bandha applicati insieme portano all’'unificazione del Prâna e dell'Apâna. Quando l'Apâna sale raggiunge la sfera del fuoco. La punta della fiamma si allunga perché è alimentata dal Vâyu.Quando il fuoco e l'Apâna riuniti  raggiungono il Prâna, la cui natura è proprio il calore, si ha un forte riscaldamento in tutto il corpo. Kundalini addormentata, così scaldata, si risveglia, come un serpente colpito da un bastone si drizza sibilando.Essa si insinua in Brahma-nâdî, come se fosse il suo rifugio. Ecco perché gli Yogi devono praticare sempre i bandha. 3.63ss
Inoltre durante la pratica di Jâlandhara-bandha, con la contrazione della gola, il nettare non cade più nel fuoco, ed il Prânâ non è più in agitazione. Con la contrazione della gola, si possono chiudere completamente le due Nâdî (Idâ e Pingalâ).

Quali sono le caratteristiche del pranayama?
Il Prânâyâma è diviso in tre parti: Recaka (espirazione), Pûraka (inspirazione), e Kumbhaka (ritenzione). Ci sono due tipi di Kumbhaka: Sahita (accompagnato da Recaka e Pûraka)  e Kevala (solo, senza Recaka né Puraka).Si deve praticare Sahita-kumbhaka finché non si ottiene il successo in Kevala-kumbhaka, che è la ritenzione del respiro senza difficoltà, senza Recaka né Pûraka.
Questo Kumbhaka, da solo, rappresenta il vero Prânâyâma. Quando lo Yogi arriva a realizzare il Kevala-kumbhaka, senza accompagnarlo con Recaka e Pûraka, non c'è più niente di irraggiungibile nei tre mondi. Chi sa trattenere l'aria inspirata per mezzo del Kevala-kumbhaka, puo' raggiungere anche il livello di Râja-Yoga, non c'è dubbio. Con questo Kumbhaka si ha il risveglio di Kundalinî, e quando Kundalinî si è risvegliata, Sushumnâ non è più ostacolata e si raggiunge il successo nello Hatha-Yoga.
Alla fine della ritenzione del respiro con Kumbhaka, la mente deve essere liberata. Con questa pratica si arriva sl livello del Raja-Yoga.
La snellezza del corpo, la serenità del volto, l'ascolto chiaro del suono interiore, la visione limpida, la salute perfetta, il controllo del seme, la stimolazione del fuoco gastrico e la completa purificazione delle Nâdî, rappresentano i segni del successo nello Hatha-Yoga. 2.71ss

Cos’è la kundalini?
Kundalini è il nome dato all’energia che si trova immagazzinata alla base della colonna spinale. La Shaktî Kundalî è assopita sul Kanda (il bulbo sotto l’addome) e consente la liberazione dello Yogi e la schiavitù degli uomini ignoranti. Chi la conosce, conosce lo Yoga
La grande Dea è addormentata, arrotolata come un serpente e ostruisce con la sua testa l'ingresso della via che occorre affrontare per raggiungere la sede di Brahman, dove non esiste la sofferenza. Per mezzo ell'Hatha-Yoga, la Shakti è svegliata e si solleva in alto con forza. Come una porta si apre facilmente con la chiave, così lo Yogi , con l'Hatha-Yoga, apre la porta della liberazione per mezzo di Kundalinî. 3.105.

A cosa serve la pratica dei mudra?
La pratica dei Mudrâ consente di  risvegliare l’energia kundalini, che è come una regina addormentata all'ingresso del condotto centrale di Brahman. Kundalinî è il supporto di tutti i metodi (Tantra) dello Yoga. Quando, per grazia del Guru, si sveglia Kundalinî addormentata, sono penetrati tutti i Chakra e i Granthi (nodi che occludono i canali). Il sentiero deserto diventa allora la via maestra per il Prâna. La mente si libera di ogni pensiero. i Mudra principali sono dieci:Mâhamudrâ, Mahâbandha, Mahâvedha, Khecarî, Uddiyâna, Mûlabhandha, Jâlandhara-bandha, Viparîta-karanî, Vajrolî e Shakticâlana 3.1

Cos’è il samadhi?
Come un granello di sale  nell'acqua si  mescola e forma un tutt'uno con essa, una simile unione di Mente e Atman viene chiamata Samâdhi.
Quando il Prâna si affievolisce fino a sparire  e la mente è assorbita nell'Essere, l'unità della coscienza è chiamata Samâdhi.
Questo equilibrio, unione del Sé individuale e del Sé supremo, che si ha quando tutta l'attività mentale cessa, è detto Samâdhi.4.5

Come si raggiunge il samadhi?
Il samadhi è raggiunto quando con la pratica delle varie Âsana, dei Kumbhaka, mudra ed altre tecniche, la Grande Potenza (Kundalinî-Shakti) è stata risvegliata, il Prâna è assorbito nel Shûnya (il Vuoto).
Quando si ha il risveglio della Shakti e lo Yogi ha rinunciato a tutte le attività, c'è il ritorno spontaneo allo stato naturale ( Sahâja-avasthâ).
Quando il Prâna scorre in Sushumnâ e il Manas penetra nel Vuoto, chi conosce lo Yoga si svincola dalla radice di tutte le azioni ( non è più soggetto alle leggi del Karma). 4.10 Quando il Prâna scorre attraverso Sushumna, Manonmanî è veramente realizzato.

Quale è la concezione della fisiologia sottile del corpo energetico secondo i testi classici dello yoga?
In cima al Monte Meru c'è un'apertura ricoperta di neve. Il saggio afferma che vi si trova l'Âtman, e la sorgente di tutti i fiumi (Nâdî). Dalla luna divina sgorga l'essenza dell'uomo, il nettare,  fluido vitale, che è assorbito dal sole addominale, ed è per questo che il corpo invecchia e muore. Questo punto è la fonte della conoscenza, e da qui sgorgano le cinque correnti (fiumi). In questo vuoto immacolato è la sede di Khecarî Mudrâ. 3.52.      

Come si tratta una malattia con il pranayama?
Dopo aver riempito d'aria il torace con una inspirazione, e con il respiro trattenuto quanto più è possibile, lo Yogi saggio espira dalle narici. Durante l'espirazione, come la tartaruga (ritira le sue membra sotto il carapace), deve contrarre e tirare a sé più volte.  Dopo aver espirato, deve far girare il ventre come una ruota (con Nauli), più volte. Steso sulla schiena, in piano, si deve eseguire Prânâyâma per alleviare tutti i disturbi. Ovunque si senta un fastidio dovuto ad una malattia, in quel luogo si deve far penetrare, diffondere e trattenere il Prâna. 5-19-23.  

Qual è la relazione tra Mente e prana?
Controllando il respiro, si controlla anche la mente (Manas). E chi ha controllato la mente, ha controllato anche il respiro.
Due cause generano l'attività della mente: il richiamo dei desideri latenti che nascono dalle impressioni sensoriali (Vâsana) ed il Prâna. Se si sopprime una delle due, anche l'altra cessa. Quando il Manas è tranquillo, il Prâna è riassorbito; Quando il Prâna è riassorbito, il Manas è tranquillo.
Manas e Prâna  sono mescolati l'un l'altro come latte ed acqua, e la loro attività è uguale. Dove c'è il Prâna, c'è attività del Manas. Dove c'è il Manas, c'è attività del Prâna.Quando l'uno è sospeso, l'altro è sospeso; dove l'uno è attivo, l'altro è attivo. Se essi sono attivi, gli organi di senso e di azione (Indriya) sono in funzione; quando tutti e due sono annullati, è realizzata la Liberazione. 4.21.     

Cos’è la dissoluzione mentale (laya)?
Quando il Manas (la mente) è immobile, lo è anche il Prâna, ed il Bindu si stabilizza. Con l'immobilità del Bindu, c'è un'energia perpetua che produce la stabilità del corpo. Manas è il signore degli organi di senso e d'azione. Ed il Prâna è signore del Manas. Il Prâna ha per signore l'assorbimento (Laya) e questo dipende dal suono  interiore (Nâda). Questo stesso assorbimento puo' chiamarsi la Liberazione, anche se per alcuni ancora non deve essere considerato tale; senza dubbio quando sia il Manas che il Prâna sono in stato di assorbimento, si ha una beatitudine indicibile. 4.28.          
Quando l'inspirazione e l'espirazione sono completamente sospese, quando la percezione degli oggetti non c'è più, quando non c'è più alcun movimento o modificazione mentale, allora trionfa nello Yogi lo stato di assorbimento (Laya).
Quando cessano del tutto le formazioni mentali (Samkalpa), e non resta traccia di alcuna attività, si ha una specie di assorbimento (Laya), che puo' conoscere solo chi lo prova, senza poterlo descrivere.
La mente si assorbe in cio' che contempla. L'eterna Prakrti da cui vengono gli elementi e le facoltà sensoriali, e questa Shakti degli esseri viventi, ambedue sono assorbite in Brahman, in cui non si puo' distinguere alcun segno caratteristico.
Il Laya è l'oblio totale dell'universo sensibile; in questo stato non si percepisce alcun oggetto, perché non si hanno impressioni preesistenti (Vâsanâ).
L'universo intero è solo il risultato di costruzioni mentali. Anche l'infinita varietà dei movimenti dello spirito è il risultato di costruzioni mentali. Non ponendo la tua attenzione nella formazione di alcun pensiero e prendendo dimora nell'immutabile, troverai la pace-4.58.        
Come la canfora nel fuoco, come il sale nell'acqua, il Manas riunito all'Âtman si dissolve in lui.
Tutto ciò che è conoscibile è oggetto di conoscenza, e la conoscenza è ciò che si chiama Manas.Quando la conoscenza ed il conoscibile sono ambedue annullati, non vi è più un'altra strada (per ottenere la pace).
Questo universo intero e tutto ciò che di animato e inanimato contiene, è solo l'oggetto della visione della mente. Quando la mente ha raggiunto lo stato di Unmanî non si percepisce più alcuna dualità
Con l'abbandono di tutto ciò che può essere oggetto di conoscenza, il Manas va verso il suo dissolvimento, resta allora l'isolamento perfetto


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